Il Mezzogiorno dispone di importanti potenzialità per diventare uno dei protagonisti dello sviluppo della nautica italiana, grazie alla posizione strategica nel Mediterraneo, alla presenza di competenze produttive e professionali e alle opportunità offerte dalla cantieristica, dalla manutenzione, dal refitting e dai servizi nautici. Per trasformare queste potenzialità in crescita economica e occupazione qualificata servono tuttavia investimenti, infrastrutture, semplificazione amministrativa e una politica industriale capace di valorizzare l’intera filiera.
È il messaggio portato da Alessandro Battaglia, referente nazionale di CNA Nautica, al 1° Forum delle Imprese Nautiche del Mezzogiorno, organizzato nell’ambito dello SNIM – Salone Nautico di Puglia, presso la Marina di Brindisi.
Il Forum ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra rappresentanti delle imprese, associazioni di categoria, Regioni e istituzioni nazionali sulle priorità necessarie per rafforzare la competitività della filiera nautica e valorizzare il contributo del Mezzogiorno all’economia del mare.
Nel suo contributo, Battaglia ha richiamato alcuni risultati del 9° Rapporto CNA Nautica, che conferma la competitività del comparto italiano: nel 2025 le esportazioni sono cresciute del 2,6%, mentre il fatturato aveva registrato nel 2024 un incremento del 18,7%. Dietro questi risultati opera una filiera articolata, nella quale le imprese con meno di 50 addetti rappresentano il 98,2% della base produttiva e occupano quasi i due terzi degli addetti.
Una filiera la cui complessità non trova ancora adeguato riconoscimento nelle attuali classificazioni statistiche. Molte imprese che contribuiscono alla realizzazione e alla vita delle imbarcazioni, dalla meccanica all’elettronica, dalla lavorazione del legno alla componentistica, fino agli allestimenti e ai servizi, risultano infatti classificate in altri comparti produttivi, pur lavorando in misura significativa per la nautica. Una difficoltà di perimetrazione che rischia di sottostimare il reale peso economico e occupazionale del settore e di rendere meno visibili i fabbisogni delle imprese, anche nella definizione delle politiche industriali e degli strumenti di sostegno.
“Il Mezzogiorno non deve essere considerato soltanto un mercato di destinazione della nautica o un territorio da valorizzare sotto il profilo turistico – ha sottolineato Battaglia – ma un’area nella quale costruire nuove opportunità industriali, rafforzando le imprese già presenti e favorendo la nascita di nuove attività. Il nostro obiettivo deve essere quello di creare le condizioni affinché la crescita della nautica italiana coinvolga anche le piccole imprese della cantieristica, della componentistica, della manutenzione e dei servizi”.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle infrastrutture portuali e degli approdi turistici, che devono essere considerati non soltanto luoghi di ormeggio, ma veri e propri poli di attività economiche, capaci di generare lavoro e investimenti. Altrettanto strategici risultano la formazione di nuove professionalità, il ricambio generazionale, l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale.
Per CNA Nautica è inoltre fondamentale rafforzare il collegamento tra grandi cantieri, micro e piccole imprese, istituzioni e sistema della formazione, favorendo l’accesso agli strumenti di sostegno agli investimenti e ai percorsi di internazionalizzazione.
“La sfida – ha concluso Battaglia – è passare da una visione della nautica come insieme di attività separate a una vera politica industriale del mare. Il Mezzogiorno può svolgere un ruolo determinante, ma occorre una strategia condivisa tra Governo, Regioni e sistema delle imprese, capace di tradurre le potenzialità del territorio in sviluppo produttivo stabile e duraturo”.
Questo articolo CNA Nautica al 1° Forum delle imprese nautiche del Mezzogiorno è stato pubblicato su CNA.




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