Concorso Mastro d’Oro, la premiazione a Bari in occasione di Evolio

Feb 2, 2026News Nazionali0 commenti

Il miglior olio extravergine d’oliva d’Italia 2026 parla marchigiano. Il “Frantoio Agostini” di Petritoli, nelle Marche, si è aggiudicato il primo posto assoluto del Concorso Mastro d’Oro 2026 con l’etichetta 100% Italiano Bio Ascolana Tenera, imponendosi all’ottava edizione dell’unico concorso nazionale interamente dedicato ai frantoiani. Il riconoscimento è stato consegnato dal Sottosegretario al MASAF Sen. Patrizio La Pietra. Al secondo posto si è classificato il frantoio “Montanaro” di Palazzo San Gervasio, in Basilicata, con l’olio Italiano Coratina. Una storica azienda familiare lucana, associata a CNA, con oltre 80 anni di esperienza nella produzione di olio extravergine di oliva di alta qualità. Il terzo gradino del podio è stato conquistato dall’azienda agricola “Il Mandrione” di Vieste, in Puglia, con l’etichetta Minerva Coratina. Un podio che attraversa l’Italia dell’olio e restituisce l’immagine di una competizione capace di premiare competenza, visione e qualità della trasformazione.

Il Concorso Mastro d’Oro 2026, promosso da AIFO, affiliata a CNA AgroAlimentare, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e dall’Assessorato all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale della Regione Puglia, riconosce la centralità del frantoio, luogo in cui la materia prima diventa prodotto e dove si costruisce il valore dell’olio extravergine italiano. I mastri oleari sono i custodi di conoscenze tecniche e scelte professionali che si trasferiscono direttamente nell’olio, costituendone il valore immateriale”, commenta Alberto Amoroso, presidente AIFO.

Il frantoio è da sempre al centro della filiera olivicola. È il luogo in cui la materia prima diventa prodotto, in cui l’oliva si trasforma in olio, assumendo caratteristiche qualitative, identitarie e sensoriali che rendono unico un olio DOP o IGP. In questo passaggio decisivo, la figura del frantoiano e del mastro oleario sono tutt’altro che marginali: parliamo infatti di professionalità tecnica, artigianale, costruita su competenze, visione, esperienza, capacità di valorizzare le cultivar, interpretare le annate, utilizzare sapientemente le tecnologie e capacità di relazionarsi con i mercati e le esigenze dei consumatori. Parlare di olio artigianale significa proprio questo: riconoscere che la qualità non nasce solo nel campo, ma anche – e in modo determinante – nel processo di trasformazione. Senza il sapere del mastro oleario, senza scelte consapevoli in frantoio, non esisterebbero oli capaci di esprimere davvero il legame con il territorio, né sarebbe possibile garantire quella costanza qualitativa che il sistema delle denominazioni richiede”, ha rimarcato Vito Ligorio, presidente Cna AgroAlimentare Puglia.

Nel suo intervento, la professoressa Maria Lisa Clodoveo dell’Università degli Studi di Bari ha ripercorso le tappe legislative che hanno portato al riconoscimento nazionale del mastro oleario, una figura centrale nella filiera dell’olio extravergine di oliva. Un percorso che ha restituito dignità e ruolo a una professionalità fondata su competenze, esperienza e responsabilità nella valorizzazione dell’eccellenza italiana. La premiazione è stata moderata da Alfredo Marasciulo, capo panel del concorso, che ha illustrato i criteri di partecipazione e le motivazioni dei riconoscimenti assegnati dalla giuria.

Accanto al podio assoluto, il concorso ha valorizzato le migliori produzioni regionali, premiando l’Azienda Agricola Il Mandrione per la Regione Puglia, l’Oleificio Andreassi di Poggiofiorito per l’Abruzzo, Montanaro per la Basilicata, il Frantoio Sant’Agata d’Oneglia per la Liguria, Olearia San Giorgio di Morgeto per la Calabria, il Frantoio di Valnogaredo per il Veneto, il Frantoio De Ruosi per la Campania e nuovamente il Frantoio Agostini per le Marche.

Ampio spazio è stato dedicato anche agli oli monocultivar, con i riconoscimenti assegnati alla Coratina di Montanaro, alla Rasara del Frantoio di Valnogaredo, alla Bella di Cerignola dell’Azienda Agricola Il Mandrione, alla Cima di Melfi dell’azienda San Domenico di Gioia del Colle, alla Peranzana del Frantoio Paviro di Torremaggiore, all’Ascolana Tenera del Frantoio Agostini, alla Nasuta di Di Battista Nicola e figli, alla Cellino di Antica Masseria Caroli, all’Itrana del Frantoio De Ruosi e alla Taggiasca del Frantoio Sant’Agata d’Oneglia. Numerose, infine, le menzioni d’onore, che hanno premiato realtà provenienti da diverse regioni italiane, a conferma di una qualità diffusa e di un patrimonio professionale che attraversa l’intero Paese.

Il Premio Speciale “Mastro d’Oro 2026” è stato, invece, consegnato dal Sottosegretario Sen. Patrizio Giacomo La Pietra al Mastro Oleario Sabino Angeloro, frantoiano di Torremaggiore, che si è distinto per la professionalità e la riconosciuta esperienza, il rigore e l’impegno associativo, oltre alla costante collaborazione con enti di ricerca finalizzata al miglioramento dei processi di produzione.

 

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