Particolarmente rilevante, in questa fase, è l’attesa per la risposta del Ministro della Salute all’interrogazione parlamentare presentata il 4 giugno 2026 dall’On. Ilenia Malavasi, che ha riportato all’attenzione delle istituzioni lo stato dell’iter per il riconoscimento della professione odontotecnica. L’interrogazione richiama il mancato completamento degli adempimenti previsti dall’articolo 5 della Legge 43/2006 e, in particolare, la mancata acquisizione del parere del Consiglio Superiore di Sanità, passaggio previsto dall’ordinamento per la conclusione dell’istruttoria avviata nel 2018. Si tratta di un elemento decisivo, perché quel procedimento non risulta né concluso né archiviato. Al contrario, la sentenza del Consiglio di Stato n. 932/2024 ha riportato la questione al centro del confronto istituzionale, indicando l’iter da seguire. Per questo CNA SNO Odontotecnici ritiene fondamentale che il Ministero della Salute porti a compimento il percorso amministrativo previsto dalla sentenza e tuttora pendente. La continuità dell’azione amministrativa rappresenta un passaggio essenziale per fornire finalmente una risposta chiara e definitiva a migliaia di odontotecnici che attendono da anni la conclusione dell’iter.
Il punto centrale: il Consiglio di Stato ha escluso la sovrapposizione dei ruoli
Nel dibattito sviluppatosi negli ultimi mesi è opportuno richiamare gli aspetti più significativi evidenziati dal Consiglio di Stato nella citata sentenza. La decisione afferma infatti che:
- l’odontoiatra opera sul paziente attraverso attività di diagnosi, terapia, prescrizione e applicazione dei dispositivi;
- l’odontotecnico realizza dispositivi medici su misura sulla base delle indicazioni ricevute;
- le funzioni e le competenze delle due figure professionali risultano distinte;
- non può essere richiamato in modo generico un rischio di sovrapposizione professionale quale motivo ostativo al riconoscimento della professione odontotecnica.
La pronuncia chiarisce quindi un principio fondamentale: il riconoscimento della professione odontotecnica non comporta alcuna invasione delle competenze cliniche riservate all’odontoiatra, né altera la distinzione dei ruoli e delle responsabilità all’interno della filiera del dentale.
Una domanda legittima: perché non completare il percorso?
A questo punto la domanda è inevitabile: perché non completare il percorso già previsto dall’ordinamento? Perché non acquisire il parere del Consiglio Superiore di Sanità e chiudere definitivamente l’istruttoria? Tanto più che esiste una procedura ancora aperta e una sentenza del Consiglio di Stato che ha tracciato con precisione l’iter da seguire, definendo il quadro di riferimento e il perimetro entro il quale l’Amministrazione è chiamata a svolgere le proprie valutazioni. Vi è inoltre un ulteriore aspetto che merita attenzione: perché gli odontotecnici, principali destinatari degli effetti di tale decisione e promotori dell’istanza amministrativa oggetto della pronuncia del Consiglio di Stato, non vengono direttamente coinvolti nel confronto sul proprio futuro professionale? Se la sentenza richiama la necessità di una valutazione non preconcetta e realmente partecipata, appare naturale che tra le voci da ascoltare vi siano innanzitutto quelle degli odontotecnici e delle loro rappresentanze, che hanno promosso il ricorso e accompagnato l’intero iter amministrativo. Quando si discute dell’evoluzione di una professione, risulta infatti difficile comprendere perché debbano assumere maggiore rilevanza orientamenti provenienti da soggetti portatori di interessi differenti rispetto a coloro che quella professione la esercitano quotidianamente, ne assumono le responsabilità e ne vivono direttamente i cambiamenti normativi, tecnologici e organizzativi. La stessa giurisprudenza richiama l’esigenza di considerare in modo equilibrato tutti gli interessi coinvolti, valorizzando il contributo delle rappresentanze che hanno promosso l’istanza e seguito il procedimento fin dall’inizio. Per queste ragioni appare ormai maturo il momento di riprendere e completare un percorso avviato da anni, fondato su presupposti normativi, tecnici e giuridici che meritano una valutazione definitiva da parte delle istituzioni competenti.
Un settore strategico in continua evoluzione
Il comparto odontotecnico rappresenta una realtà di grande rilievo economico, produttivo e sanitario, composto da circa 25.000 professionisti e oltre 10.000 laboratori odontotecnici presenti su tutto il territorio nazionale. Gli odontotecnici svolgono un ruolo essenziale nella filiera del dentale, contribuendo quotidianamente alla qualità e alla sicurezza, attraverso la progettazione e la realizzazione di dispositivi medici su misura. Negli ultimi anni la professione ha assunto responsabilità sempre più rilevanti anche a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento europeo MDR 2017/745 e della normativa nazionale di attuazione, che hanno rafforzato gli obblighi in materia di qualità, tracciabilità, documentazione tecnica, conformità e sicurezza dei dispositivi. Si tratta di un’evoluzione che ha accresciuto il livello di competenze richieste alla categoria e ne ha rafforzato il ruolo all’interno del sistema di tutela della salute.
Innovazione e riconoscimento: un percorso comune
L’evoluzione tecnologica e normativa del settore rende sempre più importante il coinvolgimento diretto degli odontotecnici e delle loro rappresentanze nella definizione del futuro della professione. Oggi esistono le condizioni per completare il percorso previsto dall’articolo 5 della Legge 43/2006 e giungere a una valutazione definitiva della questione. Dopo anni di attesa, il completamento dell’iter amministrativo rappresenta la soluzione più lineare e coerente per fornire una risposta chiara a una categoria strategica per la filiera del dentale, nel pieno rispetto della distinzione dei ruoli tra odontoiatra e odontotecnico già riconosciuta dal Consiglio di Stato.
Questo articolo Odontotecnici: il percorso è già tracciato, perché non completarlo? è stato pubblicato su CNA.




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