“Proponiamo piatti della tradizione e cerchiamo di mantenere tutti prodotti a chilometri zero” ricorda Irene Fortunato, 49 anni, che gestisce con la sorella Elena e i genitori Angelina e Angelo, Acqua Zolfa, trattoria alle porte di Campobasso. L’attività è stata avviata quasi sessant’anni fa dalla nonna. Acqua Zolfa, perché a pochi metri dalla struttura zampilla una fontanella di acqua sulfurea. Meta, all’epoca della nonna Carolina, di gite domenicali fuori città. La conduzione familiare nasce come una scelta, ma col passare degli anni si sta rivelando una necessità.
Investimenti rinviati
“Siamo un’azienda di famiglia, con qualche dipendente. Mia sorella è pasticcera e mio padre si occupa del forno. Mia madre è in cucina e io sto più al pubblico, ricevo le prenotazioni e faccio la cameriera. I miei genitori sono stati costretti a rimanere in azienda, perché non si trova personale” dice Irene. Burocrazia, fisco e spese di manutenzione sono una zavorra per un’azienda a gestione familiare, come Acqua Zolfa: “vorremmo fare investimenti e aggiustamenti, ma siamo sotto sforzo e i preventivi che ci arrivano sono insostenibili. Ecco perché quest’anno abbiamo deciso di fermarci. L’anno prossimo ripartiremo con gli investimenti” dice amareggiata Irene, che osserva: “per un’azienda non è poco, perché le migliorie sono importanti in questo settore”.
Irene, l’azienda storica e le generazioni di clienti
Lavoro e fatica, ma anche tanta gratificazione nelle parole di Irene, che ricorda il legame storico di Acqua Zolfa con la CNA. “Il lavoro è gratificante, perché abbiamo clienti che vengono da noi da sessant’anni. Il lavoro è tanto, anche a livello economico è gratificante. Rivedere i clienti di una vita è ciò che ci fa andare avanti”.
Rivedere i clienti di una vita è ciò che ci fa andare avanti
Riguardo il legame storico, inaugurato dalla nonna, con la CNA, irene dice: “Per me è una famiglia, mi sento a casa, ricordo ancora quando andavo nella sede con mia madre, da piccola”.
L’eredità di nonna Carolina a Irene e Elena
Nelle parole di Elena e Irene, l’immensa gratitudine per la nonna, una pioniera dell’imprenditoria femminile. “Sono orgogliosa di aver ereditato l’attività da mia nonna, una donna intraprendente, considerando che negli anni ’30 le donne non avevano l’autonomia di oggi. Ammiro la sua caparbietà la sua determinazione di portare avanti questo progetto. Mi auguro che qualcosa di lei mi sia rimasto nel carattere”, oltre a quello che ci ha lasciato di visibile”.




Questo articolo Videostoria. Irene, Elena, e la nonna imprenditrice che vendeva lattine per le gite fuori porta è stato pubblicato su CNA.




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