Welfare e terzo settore, a Palermo il confronto di CNA pensionati

Feb 16, 2026News Nazionali0 commenti

Il ruolo degli anziani come risorsa attiva della società, le difficoltà economiche e sanitarie della terza età e le nuove sfide del welfare sono stati al centro del convegno “Il terzo settore e le politiche sociali per gli anziani”, promosso da CNA Pensionati e tenutosi al Circolo ufficiali di Palermo. Un momento di confronto che ha messo insieme rappresentanti delle istituzioni, del mondo associativo e dell’impresa, con un messaggio chiaro: serve un cambio di paradigma nel modo di guardare all’invecchiamento della popolazione.

Ad aprire i lavori è stato Nunzio Cirrito, presidente di CNA pensionati Palermo, che ha sottolineato come i pensionati non siano soltanto destinatari di politiche assistenziali, ma una componente fondamentale della comunità. Un patrimonio di competenze, esperienza e valori che può continuare a dare un contributo concreto allo sviluppo sociale ed economico, soprattutto in una fase storica segnata da profondi cambiamenti demografici.

Tra gli interventi più sentiti quello di Mimmo Provenzano, presidente di CNA Palermo, che ha parlato da pensionato e da imprenditore: “Viviamo problemi reali, ma abbiamo anche un ruolo importantissimo da continuare a svolgere. Molti mestieri si stanno perdendo. Con l’intelligenza artificiale si può fare ormai tutto, ma noi artigiani con le mani sappiamo creare cose che nessuna tecnologia potrà sostituire”. Un richiamo forte alla tutela del sapere artigiano e al valore del lavoro manuale.

Sul fronte delle politiche sociali, l’assessora comunale Mimma Calabrò ha rilanciato una visione concreta: “Per adesso come Comune abbiamo un solo centro per anziani. Il mio sogno è realizzarne uno in ogni circoscrizione”, indicando la necessità di servizi di prossimità capaci di contrastare solitudine ed emarginazione.

Più ampio lo sguardo tracciato dal deputato regionale Mario Giambona, che ha evidenziato le contraddizioni tra politiche pubbliche e realtà demografica: “Con 100 giovani ogni 300 anziani è impensabile non considerare la terza età una risorsa. Eppure un pensionato su tre vive con meno di mille euro al mese. La sanità è un altro nodo cruciale: se non si riesce a mettere la pentola sul fuoco, come può un anziano curarsi? Un anziano su cinque oggi rinuncia alle cure”.

A livello nazionale, la senatrice Dolores Bevilacqua ha ricordato la proposta della pensione di cittadinanza e illustrato nuove prospettive come il silver cohousing: “Troppi anziani muoiono da soli. Vivere insieme, in un modello già diffuso nel Nord Europa, significa reciproca tutela”. Un progetto che prevede uno stanziamento di 100 milioni di euro l’anno e che punta a rispondere a un’emergenza resa più acuta dall’allungamento della vita media e da un welfare in affanno. “Su questi temi – ha aggiunto – la politica dovrebbe essere trasversale”.

Il ruolo del terzo settore è stato approfondito da Andrea Ciarini, presidente di ImpresaSensibile, fondazione nata in seno alla CNA e iscritta al RUNTS: uno strumento per avviare nuovi progetti, intercettare risorse e accompagnare la transizione senza sacrificare l’artigianato. “La digitalizzazione non può uccidere il mondo delle mani. Dobbiamo rendere la transizione desiderabile per tutti” ha affermato Ciarini.

A chiudere il quadro è stato Lorenzo Marchetti, presidente nazionale CNA pensionati, che ha ricordato il valore storico e sociale della Confederazione: “Nel mondo ci sono due miliardi di persone senza accesso all’acqua potabile e 150 conflitti armati. In Italia migliaia di poveri assoluti. La CNA è una forza sociale: lo è per statuto e per storia”. Da qui l’invito a sostenere ImpresaSensibile anche attraverso il 5 per mille.

Spazio, infine, alle prospettive locali con l’annuncio di Mimmo Provenzano su un incontro con Legacoop e Comune per il social housing: l’obiettivo è recuperare beni confiscati alla mafia – circa 800 a Palermo – da ristrutturare e destinare all’abitare sociale. E con Carmelo Tudisco, segretario di CNA Pensionati Palermo, arriva il messaggio conclusivo: “Dobbiamo cambiare paradigma. L’anziano non è solo bisognoso di assistenza, ma parte attiva della società”. In quest’ottica, sono in programma corsi di alfabetizzazione digitale per rendere le persone anziane più autonome nei rapporti con le istituzioni.

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