Costantini a QN: “Perché la riforma dell’artigianato serve al Paese”

Ott 7, 2026News Nazionali0 commenti

Superare una legge ferma al 1985 per consentire alle imprese artigiane di innovare, investire e crescere mantenendo la propria natura. È questo l’obiettivo della riforma della legge quadro sull’artigianato sostenuta dal nostro presidente Dario Costantini, che in un’intervista pubblicata da QN ha ribadito la necessità di adeguare il quadro normativo alle trasformazioni che negli ultimi quarant’anni hanno interessato mercati, tecnologie e organizzazione del lavoro. Secondo Costantini, oggi l’artigianato italiano non può essere regolato con strumenti pensati in un contesto profondamente diverso. “Un’impresa artigiana deve poter crescere senza perdere la propria identità”, sottolinea il presidente della CNA, evidenziando come chi investe, assume e conquista nuovi mercati contribuisca alla crescita economica del Paese e debba essere accompagnato dalla normativa, non ostacolato.

Tra i punti centrali della proposta c’è l’aggiornamento dei limiti dimensionali delle imprese artigiane, tenendo conto delle specificità dei diversi settori produttivi. Per Costantini, la qualità dell’impresa artigiana non si misura esclusivamente dal numero degli addetti, ma dalle competenze, dal ruolo dell’imprenditore e dalla prevalenza del lavoro sul capitale. La riforma punta inoltre a favorire un utilizzo più agevole della forma societaria della Srl, salvaguardando principi considerati essenziali come la centralità del socio artigiano, il potere direttivo dell’imprenditore e la preminenza del lavoro. Una maggiore flessibilità che potrebbe rivelarsi importante anche nei passaggi generazionali delle imprese. Rispondendo alle critiche avanzate da alcune organizzazioni imprenditoriali e sindacali, il presidente della CNA ha precisato che la riforma non comporterebbe costi aggiuntivi per la finanza pubblica e non avrebbe effetti negativi sulle tutele dei lavoratori. Al contrario, imprese più solide e competitive, sostiene Costantini, possono generare occupazione più stabile, investimenti e maggiori opportunità di sviluppo. “L’artigianato italiano ha dimostrato di saper innovare senza perdere la propria identità. Ora anche la legge deve fare un passo avanti”, conclude Costantini, sintetizzando la visione di una riforma che punta a rafforzare uno dei pilastri del sistema produttivo nazionale.

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