Dal palco dell’evento per gli 80 anni di CNA si è riacceso il confronto sulla riforma della legge quadro dell’artigianato. A rilanciare il dibattito sono state le parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha ribadito la volontà del Governo di intervenire per consentire alle imprese artigiane di crescere senza perdere la propria identità. Un tema che trova spazio sulle pagine di oggi di Affari & Finanza di “la Repubblica”, dove vengono raccolte le posizioni delle principali organizzazioni di rappresentanza e delle sigle sindacali sul futuro del settore.
A ribadire la visione di CNA è il presidente nazionale Dario Costantini, che richiama la necessità di una riforma capace di accompagnare la crescita delle imprese artigiane senza snaturarne identità e peculiarità, sottolineando la necessità di aggiornare una normativa risalente al 1985 per renderla coerente con l’evoluzione del sistema produttivo. Per CNA, infatti, le imprese artigiane devono poter aumentare la propria dimensione, investire, innovare e creare nuova occupazione senza essere costrette a rinunciare alla qualifica artigiana che ne rappresenta la storia e il valore distintivo.
“Un’impresa artigiana ha il diritto di crescere restando quella che è, conservando la propria peculiarità”, è il principio richiamato da Costantini, che vede nella riforma uno strumento per rafforzare la competitività delle imprese e favorirne lo sviluppo in un mercato sempre più complesso.
Secondo CNA, l’identità artigiana non è determinata esclusivamente dal numero degli addetti, ma soprattutto dal ruolo dell’imprenditore, dal patrimonio di competenze, dalla qualità delle lavorazioni e dal legame con il territorio. Per questo l’aggiornamento della legge quadro rappresenta un passaggio strategico per accompagnare la crescita delle imprese salvaguardando i valori che da sempre caratterizzano l’artigianato italiano.
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Questo articolo Costantini a Repubblica: “Le ragioni di una riforma necessaria” è stato pubblicato su CNA.




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