“Noi siamo artigiani, siamo quelli che costruiscono, che riparano, che custodiscono e che non si fermano mai. Siamo dalla parte di chi crea, non di chi distrugge”.
Lo ha detto Dario Costantini Presidente nazionale della CNA in chiusura della seconda edizione degli Stati Generali dei Restauratori – Formazione e impresa, in programma presso nella splendida cornice del Ministero della Cultura a Roma.
“Viviamo in una fase storica in cui, purtroppo, ogni giorno assistiamo da spettatori a episodi di violenza e distruzione, siamo circondati da guerre che coinvolgono 37 paesi nel mondo – ha aggiunto – e dirlo davanti a voi, che vi occupate di restaurare e restituire bellezza a ciò che è stato danneggiato, ha un significato ancora più profondo”.
“Custodire l’arte e il patrimonio culturale di un territorio significa assumersi una responsabilità enorme nei confronti della nostra storia e delle generazioni future – ha chiarito Costantini – le piccole imprese artigiane, anche per questo, non hanno bisogno soltanto di pacche sulle spalle o di riconoscimenti formali. Hanno bisogno di rispetto, di condizioni concrete per lavorare, di pagamenti puntuali e di politiche capaci di sostenere chi ogni giorno crea valore e occupazione”.
Poi facendo riferimento alle prossime elezioni politiche del 2027 ha aggiunto: “Per troppo tempo ci hanno ripetuto che le piccole imprese sono la colonna vertebrale del Paese. È arrivato il momento che il valore del saper fare, delle competenze e della professionalità venga riconosciuto concretamente”.
La mattinata si è aperta con l’intervento del Presidente dei Restauratori CNA Luca Emilio Brancati che ha dettato le priorità del settore e annunciato i risultati del nuovo Rapporto CNA Restauratori. “Abbiamo portato dati nuovi: per la prima volta sono le imprese a dire come giudicano la formazione dei giovani restauratori – ha detto – e il quadro è chiaro: tanta formazione che però non copre efficacemente le necessità che il mercato richiede. Ecco la nostra piattaforma: il riconoscimento del lavoro del restauro come gravoso; ritorno degli appalti separati per il restauro; IVA al 4% e credito d’imposta strutturale per chi conserva i beni culturali”. “Ci sta a cuore anche il completamento del percorso di qualificazione dei Tecnici del Restauro. E’ il momento oggi di prendere impegni concreti: protocolli con gli enti formativi per non perdere i saperi del fare; la collaborazione con i Carabinieri Tutela Patrimonio e la terza edizione degli Stati Generali”. “Il patrimonio italiano è il più bello del mondo – ha concluso – da questo convegno esce la richiesta di trattare così anche chi lo cura”.
A portare il saluto del Governo all’assise dei restauratori è stata la sottosegretaria alla cultura Lucia Borgonzoni che ha colto le richieste di CNA Restauratori. “Attendo un vostro documento completo – ha detto – sulle agevolazioni fiscali, compresa l’IVA al 4% e l’ampliamento del bonus, stiamo lavorando pensando anche a un suo ampliamento alle dimore storiche e al patrimonio privato soprattutto quando è aperto al pubblico. Possedere un bene culturale, infatti, non significa necessariamente avere le risorse economiche per mantenerlo e conservarlo adeguatamente”.
“Un altro tema fondamentale è quello delle imprese culturali e creative. Abbiamo lavorato per dare loro un riconoscimento normativo, perché era necessario definire un quadro di riferimento specifico- ha continuato – sono state stanziate risorse, anche se è evidente che occorre continuare a investire. La formazione è altrettanto fondamentale, soprattutto in un settore come quello del restauro, nel quale molte competenze si acquisiscono attraverso l’esperienza e il lavoro manuale. Il mio impegno è fare tutto ciò che è possibile, nell’ambito delle mie competenze istituzionali, per sostenere il settore. Il lavoro dei restauratori è insostituibile: richiede mani, cuore, occhi, esperienza e sensibilità. Tutelare queste professionalità significa proteggere e tramandare il patrimonio culturale del nostro Paese”.
La fotografia del settore è stata illustrata in mattinata dal Responsabile del centro studi CNA Antonio Murzi grazie al nuovo Rapporto CNA Restauratori: secondo lo studio il comparto conta 3.861 imprese specializzate e poco più di 10mila addetti, con una dimensione media di appena 2,6 addetti per impresa. Quasi otto attività su dieci sono artigiane. Un tessuto diffuso di micro e piccole imprese che custodisce competenze tecniche, artistiche e manuali decisive per la conservazione del patrimonio culturale italiano.
Nonostante le dimensioni ridotte, il settore ha mostrato negli ultimi decenni una notevole capacità di crescita e resistenza alle crisi: dal 2000 a oggi il numero delle imprese è aumentato dell’85,8%. Particolarmente significativa anche la presenza femminile: il 63,7% delle imprese è guidato da donne.
Secondo lo studio gli investimenti straordinari attivati con il PNRR hanno impresso una forte accelerazione agli interventi sul patrimonio culturale, ma hanno contemporaneamente messo in evidenza alcune distorsioni nel mercato degli appalti. Una quota rilevante dei lavori viene infatti acquisita da imprese generali dell’edilizia e successivamente affidata in subappalto alle imprese specializzate nel restauro. Numeri che diventano ancora più preoccupanti se confrontati con quelli della formazione. Tra il 2015 e il 2025 i laureati magistrali in Conservazione e Restauro sono stati appena 723 in tutta Italia, circa 65 l’anno. “Un percorso formativo di elevata qualità – ha chiarito Murzi – che garantisce prospettive occupazionali molto positive (oltre il 90% dei laureati risulta occupato a cinque anni dal conseguimento del titolo) ma che produce numeri ancora troppo limitati rispetto alle esigenze del settore. È quindi necessario costruire un rapporto molto più stretto tra università, istituzioni formative e imprese, valorizzando le botteghe e i cantieri di restauro come luoghi nei quali le competenze vengono concretamente trasmesse alle nuove generazioni”.
Numerosi sono stati gli interventi susseguitisi nel corso dei lavori: Giovanna Cassese – Componente del Consiglio Direttivo dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca che ha sottolineato l’importanza del dialogo dei vari soggetti sul tema della formazione; Luigi Oliva – Direttore dell’istituto Centrale per il Restauro che ha chiarito come il tessuto artigianale sia indice di una cultura materiale attiva e come sia necessario combattere la desertificazione delle imprese artigiane.
Emanuela Daffra – Soprintendente dell’Opificio dele Pietre Dure di Firenze che, invece, ha messo in luce come la caduta della presenza maschile nel settore sia legata a un calo di prestigio della professione. E ancora: Claudio Calabrò – Direttore del Centro Europeo del Restauro di Firenze e Michela Cardinali – Direttrice Scuola di Alta Formazione e Studio del Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale” che hanno entrambi sottolineato il ruolo strategico della formazione. Antonio Petti – Generale Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha poi messo in luce la necessità di sensibilizzazione sulla normativa di tutela del patrimonio e i metodi di riconoscimento di falsi e truffe. Infine, Eliana Billi – Professoressa Associata di Teoria e storia del Restauro, Università La Sapienza di Roma ha offerto alla platea le sue riflessioni da storica del restauro.
“Il restauro si conferma uno dei pilastri del “saper fare” italiano nel mondo, ma si trova oggi ad affrontare sfide cruciali per la sua stessa sopravvivenza – ha concluso Simona Micheli Coordinatrice Nazionale CNA Artistico e tradizionale – Per questo abbiamo presentato il Rapporto CNA Restauratori, che accende i riflettori su un settore strategico per la tutela del patrimonio artistico, troppo spesso penalizzato da dinamiche di subappalto e da un preoccupante blocco del ricambio generazionale. Il patrimonio italiano non è un’eredità immobile: vive grazie al lavoro di chi se ne prende cura ogni giorno. Assicurare che questo lavoro abbia un futuro è una responsabilità che riguarda tutti”
Questo articolo Costantini ai Restauratori CNA: “Siamo i custodi dell’enorme patrimonio culturale” è stato pubblicato su CNA.




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